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Lug 01 2008

Cosa farcene dei rifiuti?

Cosa farcene dei rifiuti?

Una soluzione per il problema dei rifiuti: riciclarli tutti

L’unico modo per non dover costruire discariche o inceneritori dannosi per la salute è riciclare tutti i rifiuti che produciamo

il prerequisito fondamentale per poter riciclare i rifiuti è fare un’accurata raccolta differenziata perchè questo assicura una buona qualità del materiale prodotto dal processo di riciclo. Questo vale in particolare per la carta e per il compost di materia organica.

Per gli altri materiali (metalli, vetro e plastiche) al centro riciclo di Vedelago, a 15 km da Treviso, hanno realizzato una serie di impianti che permettono di riciclare il 100% del materiale trattato

il loro sito –> http://www.centroriciclo.com/

perchè invece di costruire inceneritori non costruiamo un impianto all’avanguardia come quello di Vedelago?

perchè, come ci ha suggerito il Professor Paul Connect, non creiamo un centro per lo studio dei rifiuti che ci consenta di eliminare dalla catena produttiva quei materiali che non siamo in grado di ricilare?

Produrre beni con materiali completamente riciclabili ci consentirebbe di non produrre nessun tipo di rifiuto

in Canavese ci stiamo avvicinando al 70% di raccolta differenziata (fonte: sito web SCS)

Possiamo fare meglio?

Clicca per vedere i risultati della differenziata in Canavese

per l’accuratezza della nostra raccolta differenziata è bene ricordare che da gennaio i rifiuti di alluminio devono essere raccolti insieme alla plastica e al metallo nel cassonetto azzurro e che da giugno il tetrapack (pulito e asciutto) si raccoglie insieme alla carta

P.S.: guarda anche il video dei Grilli Venezia

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Giu 17 2008

Ivrea: richiesta di cittadinanza onoraria a Pino Masciari

Published by Doppio under Ivrea, Legalità, Pino Masciari

Ieri abbiamo consegnato al comune di Ivrea una richiesta per il riconoscimento della cittadinanza onoraria al testimone di giustizia Pino Masciari, ecco la lettera indirizzata al Sindaco.

P.S.: Pino è stato nostro ospite ad Ivrea, trovate qui l’articolo con i video dell’intenso incontro.

****************************

Ill.mo Sig. Sindaco Carlo Della Pepa
P.zza di Città
IVREA

Egr. Sig. Sindaco,

a nome degli aderenti al Gruppo Amici di Pino Masciari e del Meetup Amici di Beppe Grillo di Ivrea (Grilli Eporediesi), rivolgo a Lei un appello affinché il Comune di Ivrea si faccia battistrada fra i Comuni Italiani nel riconoscere l’assoluto valore, per la Coscienza Civile di tutti gli Italiani, della testimonianza di vita di Pino Masciari nella Sua lotta contro la ndrangheta, riconoscendogli la Cittadinanza Onoraria .
Vorremmo che Ivrea dimostrasse di non essere da meno della civilissima Torino, il cui Consiglio Comunale ha votato all’unanimità la cittadinanza onoraria a Pino.
Il 15 dicembre 2007 abbiamo avuto l’onore di conoscere Pino Masciari e farlo conoscere alla cittadinanza eporediese presso la Sala “Cupola” della Serra, con la collaborazione di Libera Piemonte, la serata ha avuto un successo di pubblico notevole e ciò ci spinge a continuare sulla strada dell’informazione ed educazione alla legalità.
Imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa (medico odontoiatra) e ai loro due figli, per aver denunciato la criminalità organizzata la ndrangheta , le sue collusioni politiche e le sue infiltrazioni nelle Istituzioni. La Sua storia è descritta nel sito web a Lui dedicato: http://www.pinomasciari.org.
Lì c’è la Sua storia, la cronaca delle Sue testimonianze, ci sono i video, la rassegna stampa, la Sua voce. Ma occorre che la parte sana della Società Civile si liberi dal torpore e che dia il più convinto sostegno affinché si sblocchi una situazione che non è da Paese civile.
Pino Masciari molti anni fa si ribellò al sistema d’intimidazione mafioso.
Denunciò i suoi ricattatori iniziando così un processo che ancora oggi continua nelle aule dei tribunali.
Da quel giorno la ndrangheta, ed esponenti delle istituzioni collusi con essa, l’hanno costretto a chiudere le proprie aziende.
Pino è costretto a vivere sotto protezione per non essere ucciso.
E mentre lo Stato Italiano latita, i mafiosi possono tutt’ora camminare liberamente in Calabria.
Per aiutare ad assicurare non solo alla Calabria, ma a tutto il Paese un futuro libero dalla mafia, dobbiamo amplificare la voce di Pino Masciari, così che la Sua testimonianza serva a forgiare la coscienza dei giovani di oggi : i soli con la potenzialità di rendere l’Italia di domani un Paese più giusto e più civile. Un Paese finalmente normale.
Ecco perché Le chiediamo di riconoscere a Pino Masciari, cittadino italiano simbolo della lotta alla mafia, la Cittadinanza Onoraria della nostra Città.
Grazie.

Distinti saluti

AMICI DI PINO MASCIARI E GRILLI EPOREDIESI

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Giu 15 2008

La società dei consumi

Published by Eth0 under Cultura, Politica

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy)

Sono passati quaranta anni ormai da quando Robert Kennedy pronunciò questo discorso il 18 marzo del ’68, a soli tre mesi prima di essere assassinato in un hotel di Los Angeles. Probabilmente, il concetto che Kennedy voleva trasmettere alla gente, inzia a balenarsi solo ora a distanza di anni. La nostra economia si basa su un modello di sviluppo che si misura con il PIL , sintetizzando si può affermare che il modello attuato è tale per cui si produce, si butta e si produce nuovamente. Questo sistema produce una serie di conseguenza che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni. Una produzione costante necessità di un lavoro costante, e implica anche un consumo costante. Nella vità dell’individuo si traduce in lavorare costantemente per consumare costantemente. Questo sistema è palesemente contro natura; la natura è organizzata in modo ciclico, il ciclo dell’acqua, il cilco delle stagioni, il ciclo della vita ecc, l’uomo ha inserito in questo contesto ciclico una linea retta rappresentata dalla catena di montaggio , che ha come conseguenza una produzione incontrollata di prodotti, tutto ciò inserito in un contesto in cui le risorse disponibili sono limitate e la produzione spesso implica fortissimi impatti ambientali. In realtà non tutti i prodotti sono beni , molte cose di cui ci circondiamo sono assolutamente inutili, il loro valore è creato intenzionalmente attraverso la pubblicità , che è in grado di trasformare inutilità in prodotti richiestissimi, o di creare esigenze che di norma le persone non hanno per poter vendere prodotti.Si crea così un meccanismo che ci lega inesorabilmente al lavoro, che ci costrige alla “catena di montaggio” per poter soddisfare la nostra necessità indotta di beni di consumo.
Chi si oppone a tale sistema è definito ribelle, chi lotta per un una vita degna e libera , chi lotta per l’ugualianza e l’emancipazione della gente , chi crede che un mondo migliore sia possibile viene definto ribelle.
Se davanti alle questioni, si ragiona sempre e comunque in funzione del profitto, le persone e le cose passano in secondo piano, così come la vita e tutto ciò che ci rende uomini.
Ma questo mondo può cambiare , perché noi siamo il mondo, e tutti coloro che affermano di volta in volta che ormai il cambimento non è possibile, rispondo che il vero schiavo non è colui che porta le catene, il vero schiavo è colui che non è più in grado di immaginare la libertà, ed in quello stesso istante mi sento libero.

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Giu 10 2008

Fusione nucleare fredda … cercasi verità

Published by andrea under Energia, Informazione

Sono passati alcuni giorni dalla straordinaria notizia (fonte Il sole 24 ore) che un ricercatore giapponese Yoshiaki Arata è riuscito a riprodurre davanti ad un pubblico di tecnici qualificati l’esperimento della fusione fredda.

Tale esperimento, sostanzialmente innesca una reazione di fusione nucleare a temperatura e pressione basse, quindi del tutto governabile e soprattutto senza emissioni di radioattività.

La fusione fredda è importante perchè rappresenta attualmente il sogno di produrre energia inesauribile, a basso costo e sopprattutto con nessuno impatto ambientale utilizzando materie prime tra le più abbondanti sul nostro pianeta.

Era il 1989 quando due ricercatori Martin Fleishman e Stanley Pons all’Università dello Utah furono derisi da una parte della comunità scientifica internazionale per aver affermato di essere riusciti ad innescare un processo di fusione nucleare in laboratorio. Esperimento che all’ora non furono più in grado di ripetere pur fornendo una documentazione dettagliata ed approfondita sul loro lavoro svolto.

E l’Italia che ruolo ha avuto nel perseguire questo obiettivo? L’ottimo reportage di Angelo Saso e Maurizio Torrealta ricostruisce in modo chiaro quanto la ricerca nazionale si è impegnata a raggiungere risultati in questo campo.

La visione di questo documento purtroppo è disarmante, lascia l’amaro in bocca…anzi, per le persone con una sensibilità spiccata ritengo che un calcio sulle gengive faccia meno male.

Comunque, tutto nasce da un gruppo di scienziati dell’ENEA al centro di ricerca di Frascati, era il 1999…

Articolo originale

http://www.ecoblog.it/post/6023/fusione-a-freddose-in-giappone-funziona-in-italia-e-censurata

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