Home  |  Chi siamo  |  Interviste  |  Video  |  Newsletter  |  Archivio  |  Misfatti di casa nostra  |  Contatti    |   

Ago 19 2009

PEDUNCOLO (ovvero parallela della ex SS 228) : UNA NUOVA, INUTILE E DEVASTANTE OPERA PUBBLICA

Published by Eth0 at 19:20 under Edilizia,Peduncolo

Come ben noto, uno dei principali problemi della viabilità eporediese si deve ai forti rallentamenti del traffico all’altezza del raccordo della SS 26, la strada del terzo ponte, con la rotonda di corso Vercelli, dopo il ponte sul Naviglio.

Per risolvere la criticità, sin dal 1999 il PTC (Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Torino) prospettava la soluzione illustrata in fig.1: un breve raccordo a sud del Naviglio che immette in via Casale (200a) e un altro di collegamento alla ex SS 228, ovvero la strada per Burolo (200a-201).

Fig. 1. Punteggiato in viola il tracciato del peduncolo nel PTC (1999-2003)

Una soluzione che sembrerebbe efficace e sensata se non fosse per la continuazione del tracciato da 200a a 200b.

L’ipotesi è infatti quella di una parallela alla via Ivrea-Burolo, del tutto inutile perché la strada, ex SS 228, è già a tre corsie e per lunghi tratti dispone di banchine laterali o controviali che possono agevolmente consentire persino la realizzazione di una quarta.

Una strada, peraltro, alla quale già oggi si affiancano a nord e a sud le parallele via Burolo e via Bollengo: vale a dire altre due corsie che si aggiungono alle quattro potenziali della ex statale. E una realtà di sei corsie complessive risulta oggi non solo adeguata, ma persino eccedente le necessità del traffico locale.

A ciò si aggiunga che la ex SS 228, dal punto 201 fino a Burolo, non attraversa centri residenziali, ma aree commerciali e industriali. E ciò a diversità di quanto inopinatamente sostenuto nella sintesi illustrativa del progetto. Mentre la nuova parallela, oltre a essere inutile e a sottrarre sconsideratamente altro suolo agricolo, accosterebbe il traffico automobilistico alle abitazioni dei cantoni Gillio, Meina e Paris.

Un’ipotesi insensata, dunque, che con elementi persino peggiorativi è oggi tradotta in progetto definitivo, depositato il 29 luglio scorso per la pronuncia di compatibilità ambientale (vedi documentazione completa in http://www.provincia.torino.it/speciali/2009/comp_amb_variante_ivrea/ ).

Fig. 2. Il peduncolo nel progetto definitivo (2009)

Come illustrato dalla fig. 2, una prima differenza rispetto alla previsione del PTC è la parallela di via Casale, fino a Ponte Breda (tratto R1-R2-R6). Opera di forte impatto ma comunque giustificabile in considerazione della prossimità di tante abitazioni di via Casale a una strada di intenso traffico e con percorsi pedonali e ciclabili inadeguati o pericolosi.

Quanto appare invece incomprensibile è l’arretramento più a sud del raccordo (R2) nonché la mancanza del già previsto collegamento con la statale, all’altezza della rotonda R3.

Quel che segue è poi un tracciato impazzito che si ricongiunge alla statale solo dopo il carcere (R4-R5). Con il risultato di un percorso più lungo e tortuoso di quello attuale, oltre che più stretto essendo il peduncolo solamente a due corsie. Il percorso dovrebbe poi continuare in direzione Bollengo in una successiva fase di lavori, non ancora progettualmente definiti.

Tanto scempio ambientale, tanto costo e tanta vacuità di risultati esigono spiegazioni adeguate da parte di amministratori e di tecnici. Diversamente si è indotti a credere che le ragioni dell’opera siano assai poco “pubbliche” o addirittura speculative, come sembrerebbero peraltro provare gli intensi acquisti di terreni seminativi prospicienti il tracciato, recentemente effettuati da imprenditori locali per i quali l’agricoltura non costituisce di certo una vocazione prioritaria.

GRILLI EPOREDIESI

Comments Off

Comments are closed at this time.

Iniziative


 
 
L'Affare Mediapolis
 
Misfatti di casa nostra
 
Lo scempio del Crist
 

Links utili


Ecoredia
 
Stop al Consumo di Territorio
 
 
Scarica il volantino "Onorevoli Wanted"