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Giu 16 2010

CITTADELLA DELLA CULTURA: PIEDI PER TERRA, PER FAVORE

Published by Eth0 at 19:47 under Informazione

Sulla cosiddetta “cittadella della cultura” il dibattito continua. Ne ha riferito insistentemente la stampa locale, se ne è detto ultimamente alla fiera della parola e da tempo s’ascoltano in merito le esternazioni dei nostri amministratori.

Ad avviare la discussione furono, come noto, le disposizioni testamentarie di Lucia Guelpa che lasciava alla città sostanze poderose: una preziosa pinacoteca e un capitale di 8 milioni di euro, in buona parte vincolato alla ristrutturazione della Biblioteca Civica.

La qual biblioteca, lo si sa, è nella nostra città un servizio importante e ben funzionante, ma allocato in una sede inadeguata e sempre più fatiscente. E poiché la biblioteca è contigua al museo civico – quello che ormai da più di vent’anni è chiuso al pubblico – già la precedente amministrazione aveva concepito un isolato – se non proprio una “cittadella” – destinato ai rinnovati servizi culturali.

cittadella

Il museo sarebbe rimasto nell’edificio dell’ex Distretto militare che si affaccia su piazza Ottinetti e la biblioteca si sarebbe dovuta trasferire in una limitrofa sede da realizzarsi ex novo dove si trova, da anni in abbandono, il fabbricato che un tempo ospitava l’Istituto Cena.

Si trattava di un mega progetto, mirato – come di moderno quanto deprecabile costume amministrativo – a consumare fino all’ultimo centesimo le risorse disponibili. Tuttavia l’affioramento di vestigia d’età romana, conseguente a un’indagine archeologica nel cortile nord dell’edificio, ne vieta oggi la realizzazione.


Così da più parti si è recentemente ipotizzato che ad accogliere la biblioteca possa essere la “Fabbrica in mattoni rossi” di via Jervis, prima sede storica della Olivetti. Nella quale palazzina, oltre alla biblioteca, dovrebbe trovare sede un museo dedicato alla storia industriale della città.

Cfr. http://www.localport.it/eventi/notizie/notizie_espansa.asp?N=61473

Proposta apprezzabilissima, benché a mio avviso piuttosto fuori tema in quanto più preoccupata del richiamo di un “pubblico nazionale ed internazionale” che delle esigenze ordinarie degli utenti della biblioteca civica.

Tra le voci dei fautori dell’abbattimento dell’ex Cena per la realizzazione di un nuovo edificio e quelle dei sostenitori della nuova allocazione in via Jervis se ne è ultimamente levata una terza: quella dell’assessore Giovanna Codato che ha semplicemente proposto di ristrutturare anziché demolire l’ex Cena.

Una proposta che personalmente ritengo di grande buon senso e che mi sembra possa essere sorretta da molteplici e solide ragioni. Provo a richiamarne alcune:

- sono molte le classi della scuola elementare D’Azeglio o della scuola media Leonardo da Vinci che al mattino raggiungono con un breve percorso la biblioteca; il raggiungimento di via Jervis, estremamente più disagevole, costituirebbe un forte dissuasivo della frequenza;

- quando un giorno, volente il Cielo, il museo riaprirà i battenti, dovrà costituire non solo un’esposizione di reperti, ma un vivace laboratorio culturale, necessariamente interattivo con patrimoni, spazi, strumenti e personale della biblioteca;

- pensare di trasferire anche il museo civico nella ex fabbrica significherebbe l’abbandono di tutto il complesso dell’ex Distretto, che con la prevista dismissione da tribunale di palazzo Giusiana e quella di altri complessi della città alta comporterebbe un’ulteriore decadenza del centro storico; e poi mi sembra che siano stati spesi anche troppi i soldi per la ristrutturazione dei locali del museo per poter oggi anche solo ipotizzare il loro abbandono;

- non credo in ogni caso che esistano in via Jervis spazi adeguati per accogliere anche il museo civico, per cui mi chiedo che senso abbia invocare la prossimità della biblioteca al museo di storia industriale quando comporterebbe la perdita di quella con il pluritematico museo civico;

- all’interno del complesso dell’ex Distretto esistono due cortili che debitamente attrezzati a verde possono offrire agli utenti della biblioteca spazi di riposo, di incontro e anche di studio, come avviene in moderne biblioteche di tutto il mondo; valorizzando peraltro luoghi oggi in abbandono;

- perché mai l’ex sede del Cena dovrebbe essere demolita? a parte le ali (quella antica a est e quella inglobante vani dello scomparso monastero di S. Chiara a ovest) il fabbricato è effettivamente privo di valori storico-architettonici, tuttavia edifici anche più infimi sono stati altrove trasformati in pagine da manuale, grazie a decorazioni acconce o trompe l’oeil !

- quel che più conta è che l’edificio non ha problemi statici perché una ventina d’anni fa la Provincia non badò a spese per opere di consolidamento (forse persino esagerando con inchiavardature e dimensioni delle putrelle);

- in più, con un piano terra e altri tre superiori, le dimensioni sono importanti e atte ad accogliere uffici, magazzini, salette e tutto ciò che di più si può desiderare… e se ciò ancora non bastasse potrebbe essere utilizzata persino parte degli attuali locali della biblioteca, cui è collegato; e anche i costi della ristrutturazione dovrebbero essere contenuti perché molte pareti divisorie fisse furono già rimosse all’epoca dell’intervento.

E allora non resta che concludere: perché disprezzare l’esistente quando è in grado di soddisfare al meglio ogni esigenza? solo perché costa di meno di demolizioni e progetti faraonici?

In ogni caso brava Codato e buona fortuna!

BEPPE GILLIO

One response so far

One Response to “CITTADELLA DELLA CULTURA: PIEDI PER TERRA, PER FAVORE”

  1. beppe gillioon 16 Giu 2010 at 21:28

    Mi postillo da solo. Il mio articolo era da poco pubblicato quando ho preso visione di quello apparso oggi sulla Sentinella:
    http://lasentinella.gelocal.it/dettaglio/la-cittadella-demolita-prima-di-nascere/1652281
    Qui si dice che la Giunta avrebbe deliberato un nuovo studio di fattibilità per supportare il trasferimento della biblioteca, sconsideratamente staccata dal museo, in via Jervis. Chi legge può confrontare le ragioni da me addotte con quelle della Giunta e valutare quali si reggano in piedi e quali no. Da parte mia comincio a essere sempre più convinto che sotto ci sia dell’altro. Proviamo a riflettere…. l’ex Cena non costerebbe nulla… la Fabbrica di mattoni rossi, che appartiene a privati, una barca di soldi….
    Saluti
    Beppe

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