Nov 01 2009
INCONTRO PUBBLICO SUL TRAFORO DI MONTENAVALE: RIBADITA LA POSIZIONE DEI GRILLI EPOREDIESI
Venerdì sera si è svolto l’incontro pubblico sul traforo di Montenavale.
Folta la presenza di amministratori comunali e rappresentanti delle forze politiche; intervenuta quasi al completo la Giunta.
Al tavolo dei relatori i rappresentanti della quattro associazioni aderenti al Coordinamento: Graziella Bronzini (Comitato contro il traforo), Beppe Gillio (Grilli Eporediesi), Agostino Petruzzelli (Legambiente), Claudio De Rosa (Comitato Prelle di Pavone).
Bronzini ha svolto un’introduzione di ampio respiro, illustrando la vicenda che ha condotto alla raccolta delle firme, con richiamo alla storia lontana dell’opposizione e alle rafforzate ragioni che inducono tanti cittadini a valutare nel modo più negativo il progetto. Sottolineando infine come il progetto stesso, incombente da decenni, abbia impedito la messa in atto di più efficaci soluzioni alternative.
Petruzzelli ha commentato in dettaglio il progetto preliminare evidenziando i danni che arrecherebbe alla viabilità eporediese la chiusura dell’innesto di via Torino, le lacune progettuali, l’elevato costo del’opera, la complessità e pericolosità dello scavo con dinamite, l’incertezza relativa a possibilità e tempi di compimento dei lavori, l’assenza di previsione di adeguamenti di infrastrutture strettamente collegate. In conclusione ha sottolineato come il problema della viabilità costituisca poi un semplice aspetto di quello più generale della mobilità.
A dimostrazione del fatto che l’iniziativa non è una battaglia di campanile degli eporediesi, De Rosa ha prospettato i danni che deriverebbero ai comuni di Pavone e di Banchette. Con riferimento a natura e intensità dei flussi di traffico ha spiegato come le alternative al traforo siano possibili e necessarie. E soprattutto più congruenti con una moderna concezione dei piani di traffico.
Gastone Uccellatori del Comitato contro il traforo ha illustrato una delle possibili alternative. La più vantaggiosa, verosimilmente, considerando che la tangenziale di Ivrea di fatto già esiste ed è rappresentata dall’autostrada. Questa soluzione richiede soltanto l’apertura del casello di S.Bernardo, peraltro già contemplata dal piano regolatore d’Ivrea e dal piano territoriale della Provincia, e la liberalizzazione del tratto di autostrada dal casello di Ivrea-Pavone a quello di S.Bernardo. Pretestuosi i riferimenti a un possibile diniego di ATIVA che, anzi, potrebbe trarre vantaggi da questa soluzione.
Nel mio intervento ho tratteggiato la storia recente dell’opposizione, avviata proprio dalle iniziative dei Grilli Eporediesi, e ho descritto le caratteristiche della “proposta di deliberazione di iniziativa popolare” così come disciplinata dallo Statuto della città e dal Regolamento del Consiglio comunale. Poiché venerdì scadevano i dieci giorni previsti dal regolamento per la notifica di inammissibilità della proposta (e nulla in tal senso è pervenuto), la medesima dovrà essere iscritta all’ordine del giorno di un prossimo consiglio.
Ho quindi svolto qualche considerazione sull’ottimo esito della sottoscrizione. Facendo riferimento al numero dei cittadini che hanno partecipato al ballottaggio per il presidente della Provincia (circa 8000 votanti) la percentuale dei firmatari è infatti pari al 10% degli elettori. Se la raccolta fosse proseguita per gli altri due mesi consentiti dal regolamento la percentuale poteva essere agevolmente raddoppiata o persino triplicata.
Poiché in una recente intervista l’ex sindaco di Ivrea ha affermato che chi si oppone ad opere come il traforo non rappresenta che il 3% per cento della popolazione, mi sembra che il confronto tra i due dati percentuali – quello reale e quello presunto – offra un’assai eloquente misura dello scollamento tra classe politica e cittadinanza.
Dopo aver ricordato come sia chiaramente emersa – tanto ai banchetti quanto alle manifestazioni contro il traforo del Crist – la forte volontà dei cittadini di essere più informati e più coinvolti nelle scelte amministrative, ho fatto nuovamente riferimento all’intervista di Grijuela ricordando la sconcertante affermazione: «la classe dirigente deve imparare a decidere… se ci basassimo solo sul consenso non si asfalterebbe neppure una strada».
Una scuola di pensiero che noi Grilli Eporediesi avversiamo fermamente. Un pensiero fondato sul forte pregiudizio che l’unico diritto dei cittadini sia di esprimere un voto ogni quattro anni e che la delega conferita agli eletti abbia valore illimitato.
I risultati di questa filosofia sono sotto gli occhi di tutti: senza controlli gli interessi particolari quasi sempre prevaricano quelli dell’intera collettività. Sulle motivazioni delle scelte è poi spesso sollevato ad arte un polverone informativo con ben noti palleggiamenti di responsabilità: il Comune dice che è la Provincia a volere un’opera che considera d’interesse strategico e la Provincia dice che l’opera è sollecitata dalle scelte urbanistiche del Comune…. e quando i politici non sanno più cosa aggiungere sostengono che le scelte sono state operate dai tecnici. E quando eccezionalmente i tecnici sono chiamati a dare spiegazioni cadono dalle nuvole e non sanno rispondere, come è avvenuto all’ultima riunione del Crist o come è stato per il peduncolo in sede di conferenza dei servizi.
Altrove le cose vanno in modo assai diverso. Nella vicina Francia l’alternativa al decisionismo dei politici è il débat public. Uno strumento di progettazione partecipata delle opere pubbliche i cui capisaldi sono: informazione, consultazione, concertazione. E qualche novità comincia a intravedersi persino nel nostro paese: per esempio a Bologna, ove si stanno compiendo esperimenti simili con i laboratori di urbanistica partecipata. E in questi casi i risultati sono esattamente opposti a quelli paventati dal nostro ex sindaco. I risultati finali di una progettazione che coinvolge amministratori, tecnici, associazioni, cittadini sono infatti di qualità decisamente superiore e persino i tempi di realizzazione delle opere sono più brevi perché la concertazione elimina la necessità di successivi ricorsi e controricorsi. E, last but not least, la trasparenza della progettazione limita fortemente gli sperperi e gli abusi.
Del resto qualcuno può pensare che se cittadini e associazioni fossero stati coinvolti nella progettazione si sarebbe potuta realizzare a Ivrea una mostruosità come il Movicentro?
Al termine delle relazioni si è svolto un dibattito che ha consentito alcuni approfondimenti delle tematiche discusse. L’ultimo intervento è stato quello dell’assessore Codato, sollecitata a chiarire il significato di dichiarazioni apparse sulla stampa circa l’estraneità del Mobility manager alla valutazione delle grandi opere di viabilità. L’assessore ha affermato che a suo giudizio si dovrà invece tenere conto dei suoi pareri nel corso della valutazione d’impatto ambientale. Peccato, aggiungiamo noi, che quando i pareri fossero espressi in una tal sede il progetto del traforo sarebbe già esecutivo e i pareri risulterebbero del tutto ininfluenti in merito al problema centrale del sì o del no all’inutile e devastante opera.
Beppe Gillio
L’incontro pubblico del 30-10-2009 è stato integralmente ripreso.
Per la visione cliccare i links :
- Introduzione di G. Bronzini - http://www.youtube.com
- Illustrazione del progetto di A. Petruzzelli 1/3 – http://www.youtube.com
- Illustrazione del progetto di A. Petruzzelli 2/3 – http://www.youtube.com/
- Illustrazione del progetto di A. Petruzzelli 3/3 – http://www.youtube.com
- Spiegazione dello strumento di deliberazione popolare di P.G.Gillio 1/2 - http://www.youtube.com
- Spiegazione dello strumento di deliberazione popolare di P.G.Gillio 2/2 – http://www.youtube.com
- Illustrazione delle alternative proposte di G. Uccellatori 1/2 – http://www.youtube.com
- Illustrazione delle alternative proposte di G. Uccellatori 2/2 – http://www.youtube.com
- Le conseguenze del traforo su Pavone Canavese di C. De Rosa – http://www.youtube.com
- Il dibattito 1/7 – http://www.youtube.com
- Il dibattito 2/7 – http://www.youtube.com
- Il dibattito 3/7 - http://www.youtube.com
- Il dibattito 4/7 - http://www.youtube.com
- Il dibattito 5/7 – Intervento dell’assessore Codato sul Mobility Manager – http://www.youtube.com
- Il dibattito 6/7 – Intervento dell’assessore Codato sul Mobility Manager – http://www.youtube.com
- Il dibattito 7/7 - http://www.youtube.com
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