Ott 28 2009
Incontro pubblico

- Volantino informativo sull’incontro pubblico in sala S.Marta
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Ott 28 2009

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Ott 21 2009
Ivrea, 20 ottobre. Questa mattina i rappresentanti del Coordinamento delle associazioni contrarie al traforo di Montenavale hanno consegnato in Comune le firme di sottoscrizione della deliberazione d’iniziativa popolare per lo studio di progetti alternativi.
Nonostante fossero tre i mesi a disposizione, ne è bastato uno per raccogliere 800 firme, vale a dire esattamente 500 in più rispetto a quanto richiesto dal regolamento comunale.
La nostra soddisfazione per il buon esito dell’iniziativa è grande perché:
- per la prima volta la cittadinanza eporediese ha utilizzato un importante strumento di partecipazione, senza lasciare nelle mani di amministratori “decisionisti” scelte di grande significato per la città;
-la presenza ai banchetti di Piazza Ottinetti ci ha fatto ancora una volta comprendere quanto sia utile, necessaria e gradita ai cittadini un’occasione di confronto e di informazione senza filtri;
-la partecipazione dei Grilli Eporediesi è stata entusiastica, ampia e costante.
Tuttavia siamo anche convinti che la lotta sarà ancora lunga e impegnativa.
Un primo inquietante segnale proviene dalla recentissima dichiarazione (che sembra rispondere al preambolo della nostra delibera) che il mobility manager non avrà voce in capitolo per quanto riguarda le grandi opere di viabilità. La qual cosa significherebbe che l’istituzione di questa figura, cui dovrebbe competere la valutazione globale del problema della mobilità locale, sarebbe soltanto una clamorosa presa in giro da parte di Comune e Provincia.
Anche per queste ragioni la battaglia continua.
Tra i prossimi appuntamenti:
- raccolta di firme di sostegno alla proposta di delibera (aperta anche ai non residenti a Ivrea e ai minorenni);
- INCONTRO PUBBLICO IN S.MARTA, VENERDÌ 30, ORE 21.
GRILLI EPOREDIESI
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Ott 11 2009
ERA CERULEA, ORA È LURIDA
Fetide esalazioni ammorbano il tratto di sponda della Dora antistante il cancello del Liceo Gramsci. Ovvero un luogo attraversato ogni giorno da centinaia di studenti nonché deputato allo sbocco di una panoramica e salutare passerella pedonale, a collegamento delle due sponde.
Qui, infatti, un getto vigoroso convoglia nel fiume, a cielo aperto, le regalie fognarie di Ivrea sud.

La sponda della Dora antistante il Liceo Gramsci
Oggi in quest’area sono realizzati o sono in corso di realizzazione complessi interventi di viabilità e insediamenti residenziali e terziari, ma nessuna previsione di impianti di depurazione risulta in agenda.
Tutto ciò ai nostri giorni, mentre ricordo che a Ivrea 2000 – la Società che nel 1985 aveva rilevato l’area ex Montefibre – era fatto obbligo non solo della realizzazione delle opere di urbanizzazione ma anche, per l’appunto, di un impianto di depurazione per scarichi civili ed assimilati, da realizzarsi nella stessa area del PP3 o in area esterna.
Quando nel 1992 la Società Parco Dora Baltea subentrò a Ivrea 2000, le condizioni dell’accordo con il Comune divennero estremamente più vantaggiose per il privato (come peraltro denunciato dai recenti interventi dell’ex consigliere comunale Tognoli e del consigliere Pagani). Fu così che la realizzazione dell’impianto venne inopinatamente scontata e dimenticata.
L’allora onnipresente e onnipossente Olivetti Multiservices, che agiva dietro la nuova società immobiliare, era evidentemente riuscita ad assicurarsi ulteriori agevolazioni, anche se con spregiudicatezza mercantile eccessiva considerando che i futuri abitanti dei contigui edifici residenziali dovranno chiudere le finestre, al primo alito di vento da nord, se non vorranno odorare i malsani effluvi delle non più cerulee acque.

Un fiume cloaca: particolare dello scarico fognario.
La rinuncia da parte del Comune a impegnare o a co-impegnare nella realizzazione di un depuratore una Società privata che pur traeva utili assai cospicui dall’operazione (anche come beneficiaria di un finanziamento Cee per le opere infrastrutturali nonché di una concessione ad edificare nelle zone verdi della Sacca) è ancora più deprecabile alla luce di una totale latitanza degli enti pubblici nella tutela della salute del fiume.
Non conosco studi recenti, ma credo che poco sia mutato dal 2002, anno di pubblicazione da parte dell’A.R.P.A. di uno Studio ecosistemico del tratto piemontese della Dora Baltea (http://www.arpa.piemonte.it/upload/dl/Pubblicazioni/dorabaltea.pdf) che elenca un impressionante numero di recapiti fognari in corso d’acqua superficiale proprio nella zona d’Ivrea (cfr. p. 26).
Ovvero in una zona che sotto questo profilo è in stato d’allarme o per carenza di risorse da investire o per semplice incapacità di previsione e di pianificazione d’interventi.
Uno stato, comunque, che in nessun modo legittimava il generoso assecondamento di avidità imprenditoriali a discapito di più civili necessità.
Beppe Gillio
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Ott 07 2009
LE NOSTRE VALUTAZIONI DEL PROGETTO DEL “PEDUNCOLO” ESAMINATE DALLA CONFERENZA DEI SERVIZI
Venerdì scorso, presso la Provincia di Torino, la Conferenza dei Servizi ha esaminato il progetto Ex SS 228 variante di Ivrea dalla SS 26 al confine di Bollengo.
Uditori unici i rappresentanti dei Grilli Eporediesi, autori delle sole osservazioni pervenute alla Provincia.
Sugli esiti di questa fase di valutazione interdisciplinare, non meno sconcertanti dello stesso progetto, riferiremo a breve, non appena visionato il verbale della Conferenza.
Di seguito le nostre valutazioni.
Osservazioni sulla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale per la variante di Ivrea ex SS 228 dalla Strada Statale 26 (terzo ponte) al confine del Comune di Bollengo
A seguito della pubblicazione della richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale per la Variante di Ivrea (ex ss 228) dalla Strada Statale 26 (terzo ponte) al confine del Comune di Bollengo, avvenuta in data 29/07/2009, l’associazione Grilli Eporediesi residente in Romano Canavese, viale Marcone, 46, codice fiscale: 93036890015, evidenzia la propria opposizione al progetto elencando le seguenti controdeduzioni:
L’opera in oggetto viene fondamentalmente a costituire un percorso parallelo a quello della ex SS 228, una strada in realtà già oggi più che adeguata alle esigenze dei flussi di traffico poiché in più punti a tre corsie, persino agevolmente ampliabili a quattro per l’esistenza di ampie banchine laterali o di tratti contigui non edificati; inoltre già esistono, benché di modica carreggiata, due vie parallele a nord e a sud (via Burolo e via Bollengo); il tutto per una carreggiata complessiva virtuale di dimensioni quasi pari a quelle della tangenziale di Torino.
Appare privo di fondamento quanto si legge nella Sintesi non tecnica del progetto definitivo, p. 3: “gli interventi previsti nell’ambito di questo primo tratto consentono di evitare l’attraversamento di zone abitate sia lungo la ex S.S. 228, sia lungo il tratto terminale della S.P. 78 alla periferia di Ivrea“; infatti, lungo la ex S.S. 228, la zona è esclusivamente commerciale, industriale e agricola. Per contro la nuova via sfiorerebbe le zone residenziali dei cantoni.
Il problema della viabilità est di Ivrea è oggi essenzialmente rappresentato dalla strettoia compresa tra due rotatorie: la prima al raccordo di via XXV aprile (terzo ponte) con corso Vercelli e la seconda al crocevia tra Corso Vercelli e Via Casale, ove il principale flusso di traffico è rallentato dall’immissione dei mezzi provenienti da quest’ultima.
È convinzione degli scriventi, supportata da pareri tecnici, che per la soluzione di un problema siffatto sarebbero sufficienti poche centinaia di metri di percorso parallelo alla via principale, a sud del Naviglio, con sbocco in via Casale; soluzione in ogni caso non incompatibile con interventi successivi qualora si dimostrasse insufficiente.
La stessa Provincia di Torino ha evidenziato nello studio Trasformazioni territoriali della provincia di Torino la preoccupazione per l’enorme consumo del suolo, soprattutto agricolo, avvenuto negli ultimi vent’anni. Ora gli indirizzi espressi da questo atto sono in evidente e insanabile contrasto con l’opera in oggetto; che peraltro, oltre a detta difformità, comporta grave dispendio di pubbliche risorse.
L’attuale crisi economica ha contribuito a ridurre i flussi di traffico: molte realtà produttive locali hanno conosciuto cessazione o sono in grande difficoltà e molti lavoratori sono costretti a spostarsi fuori comprensorio (verso zona Milano o zona Torino); tutto ciò ha determinato modifiche dei flussi che meritano di essere preventivamente indagate.
Il tratto di strada compreso tra le rotonde, indicate nella planimetria del progetto con R3 e R5, sottrae terreno agricolo vitale per l’attività di aziende agricole esistenti. Un solo esempio: l’azienda agricola Bonin (via Bollengo, 17/C) è dedita all’allevamento di bestiame, vende latte alla spina ed è in una situazione florida. In tempi di grave crisi economica ci sembra inaccettabile che una realtà produttiva venga danneggiata gravemente a favore di un’opera viaria discutibile.
È previsto che dall’autunno 2009 il Comune di Ivrea si affidi a un Mobility Manager per analisi e proposte in materia di mobilità. Gli studi demandati a questa figura avverranno secondo le linee guida della “mobilità sostenibile” che cerca di adottare soluzioni alternative alla costruzione di strade. Gli esponenti ritengono doveroso attendere, prima dell’avvio d’iniziative di grande impegno economico e forte impatto ambientale come quella in oggetto, il risultato di tali studi che potrebbero suggerire valide indicazioni alternative.
Ivrea, 23 settembre 2009
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