Egregio Sig. Federico Bona,
scriviamo la presente in relazione all’articolo, da Lei firmato, intitolato “Tecno-consiglio comunale… ma ne vale davvero la pena?” e pubblicato il 02/07/2009 su http://www.localport.it.
Nel suddetto articolo Lei fa, tra le altre, la seguente affermazione:
“ …. la trasmissione in video (autogestita dal comune e “filtrata” dai Grilli eporediesi) …”
Questa frase, e più nello specifico il termine “filtrata”, può dare adito a fraintendimenti e distorsioni del nostro lavoro.
L’”Associazione di volontariato Grilli Eporediesi” non fa nessuna operazione di filtro, non seleziona le scene, non aggiunge commenti, non riassume; non fa, in sintesi, tutte quelle attività proprie dell’attività del giornalista, che, per ragioni di linea editoriale, di capacità, di convincimenti personali e di spazio disponibile per la pubblicazione necessariamente “filtra” le notizie.
Noi ci limitiamo a riproporre lo svolgimento del consiglio comunale così com’è, garantendo la massima trasparenza tra il dibattito istituzionale ed il cittadino interessato.
L’unica riorganizzazione del materiale effettuata è dovuta alla creazione di un indice che semplifica la navigazione degli argomenti e la separazione in parti per limiti tecnici del portale http://www.youtube.com.
Chiarito questo aspetto, vorremmo proporLe un paio di riflessioni:
L’operazione di pubblicare integralmente i video dei consigli comunali ha, tra le altre, due valenze per noi importanti:
1) l’operato degli amministratori pubblici, almeno nell’aspetto del dibattito in sala consiliare, è visibile in modo trasparente da tutta la cittadinanza.
Quando Lei scrive
La seconda (e qui parlo agli Amministratori cittadini): ma siete convinti che valga la pena far aumentare la partecipazione popolare alle sedute consiliari? Davvero credete che sia proficuo far sapere a un maggior numero di elettori che gli eletti disquisiscono per un’ora su un tema come quello del “sms-araldo” (per poi non giungere a una conclusione)? Davvero siete sicuri di non rischiare nulla se i contribuenti vengono ad ascoltare la discussione di un’interrogazione sui rumori molesti nell’area ex Montefibre corredata di fotografie (immortalare i rumori su una fotografia!). Davvero siete certi che i cittadini apprezzerebbero i battibecchi da cortile che spesso si sviluppano in sala? Davvero ritenete che seguire le spesso ridondanti dichiarazioni di voto sia uno strumento per avvicinare gli Eporediesi alla politica?
rischia di confondere la causa con l’effetto.
I problemi, se di problemi si tratta, sono il livello della discussione e gli argomenti trattati, non il fatto che il cittadino ne sia informato o meno, a meno di ritenere una buona (etica?) strategia quella di “nascondere lo sporco sotto il tappeto”.
La maggior informazione e la maggior trasparenza consentono ai cittadini interessati di poter meglio valutare i propri rappresentanti, facendo scelte più consapevoli quando si recano all’urna elettorale.
Parallelamente, come successo in altre parti d’Italia per ammissione degli stessi consiglieri, la consapevolezza di essere “visibili” può aiutare a mantenere un maggiore decoro ed a migliorare la qualità del dibattito.
2) Indirettamente viene messa in luce l’opera di “filtro”, accennata precedentemente, dei giornalisti. Chi è interessato ad una notizia e guarda il video, ovvero la fonte non filtrata, può anche giudicare la qualità degli articoli usciti sui giornali e dei servizi televisivi.
Riassumendo, noi ci proponiamo di fare un’opera di trasparenza (non a caso il nome originale era “Progetto Crystal”), senza giudizio, senza commenti, per fornire al cittadino un’opportunità di seguire la vita amministrativa della sua città in un momento di dibattito che è per natura e per diritto “pubblico”.
Se questo servizio interessi o meno ai cittadini, non possiamo deciderlo noi, lo dirà solo il tempo, per ora l’interesse è tale da spingerci a proseguire
03/07/2009 Grilli Eporediesi
Leggi l’articolo completo di Federico Bona