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Archive for Maggio, 2009

Mag 17 2009

Il caso Barberis

Published by P.G.G. under Politica

Un paradosso (apparente) in margine al caso Barberis:

la destra eporediese rivaluta la giunta dei DS e di RC

Il caso di Laura Barberis, l’assessore voltagabbana, come l’ha definita la Stampa, è ormai ben noto.

Già capolista di Italia dei valori alle penultime amministrative, la disinvolta signorina è presto tragittata a posizioni di indipendente di sinistra, mantenendo un assessorato nell’amministrazione Grijuela. Nuovamente in giunta con Della Pepa, dopo aver partecipato all’ultima competizione elettorale alla testa di una lista a se medesima intitolata, ha oggi deciso di cambiare rotta e di presentarsi alle elezioni provinciali per lo schieramento di centro-destra.

Un caso abbastanza squallido, e neppure così isolato, di sfrontato trasformismo. Sul quale non meriterebbe intrattenersi più di tanto se non fosse per le istruttive considerazioni sul quadro politico locale che esso ci suggerisce.

Soddisfazione è espressa dagli esponenti del PDL. Romito giudica infatti Barberis «persona capace ed equilibrata» che non avrebbe mancato di dimostrare «capacità di giudizio e interesse a operare al servizio dei cittadini». E Gilardini, di rincalzo: «Credo che questa spaccatura sia figlia della poca considerazione della quale ha goduto Laura». Concetto esplicitato da Borla: «Se ha fatto una simile scelta, presumo che significhi che nel centro sinistra non abbia trovato il sostegno che si aspettava di avere, e che aveva sotto Grijuela».

Quel che mal trapela dai commenti, per chi fosse poco attento alle vicende della città, è che le ragioni di maggior contrasto tra Barberis e attuale maggioranza si dovevano alla sua assoluta fedeltà ai trascorsi amministrativi dell’età Grijuela. Le cui vicende sono invece considerate più criticamente dall’attuale giunta.

Infatti Barberis ha ancora recentemente evocato gli anni «bellissimi» della sua precedente esperienza sostenendo:

Io rappresento il “vecchio” e intendo a tutti i costi dare continuità ai progetti imbastiti nei cinque anni precedenti. Desideravo infatti far parte della nuova giunta, proprio per portare a buon fine e veder concretizzate le scelte compiute negli anni addietro. È questo il mio disegno amministrativo, cui tengo molto.

E allora? Come si conciliano queste affermazioni con la nuova collocazione? La destra d’Ivrea rimpiange l’amministrazione del sindaco Grijuela (allora DS) e del suo vice Rao (Rifondazione comunista)?

Rimpiange la proposta dell’inceneritore a S.Bernardo? plaude al disastro del Movicentro? agli effetti devastanti della speculazione nell’area Montefibre? agli scempi dell’estetica urbana? alla privatizzazione dei marciapiedi? a uno sciagurato piano regolatore? a una gestione del palazzo chiusa al confronto con i cittadini?

Dunque, tra quella sinistra e questa destra nessuna differenza?

Ebbene, forse è proprio così. Divergenze sulle piccole cose, con fini di propaganda, e unità d’intenti sulle grosse. Come per Mediapolis e il traforo di Montenavale. Dove chi decide sono le lobby. E chi obbedisce oggi si chiama Saitta e domani magari Porchietto.

A confermare l’inquietante impressione di un’innaturale e catastrofica omologazione giungono le parole di Roberto Tentoni, già consigliere provinciale di An e ora Pdl, che così commenta la vicenda Barberis:

Un simile passaggio fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Ora invece le barriere tra gli schieramenti si vanno assottigliando e il fatto che una simile “osmosi” sia ora possibile impone una riflessione: l’appartenenza politica è sempre meno radicale e anche la distanza tra i diversi campi, che si disegnano opposti, è sempre minore.

Dunque un gran pastone di amministrazioni allo sfascio, di lobby dominanti, di politici corrotti, di territori devastati, di dismissione di principi etici… il tutto senza sussulti di voci critiche, senza classi politiche alternative per costumi, capacità e programmi.

E allora? dobbiamo rassegnarci allo squallore generale o è ancora possibile ipotizzare scenari diversi per questo povero paese?

Beppe

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Mag 11 2009

Montenavale – lettera aperta alla Provincia

LETTERA APERTA
al Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta
e all’Assessore alla viabilità Giovanni Ossola
SUL PROGETTO ESECUTIVO DEL
TRAFORO DI MONTENAVALE
A IVREA

in relazione alla preannunciata gara di conferimento d’incarico da parte della Giunta Provinciale per la progettazione definitiva del traforo della collina di Monte Navale, nonché alla risposta resa dall’assessore alla viabilità a recente interpellanza sull’argomento sottoscritta dalle consigliere De Masi e Tangolo,

GLI SCRIVENTI

convinti di esprimere il pensiero di molti cittadini eporediesi, manifestano la loro totale contrarietà all’iniziativa per le ragioni di seguito esposte:

1) in merito a presupposti e finalità generali dell’opera sono mancate verifiche dell’attualità delle richiamate varianti di PR, invero piuttosto datate nelle impostazioni del problema viabilità;

2) le parimenti richiamate previsioni di PTC e PUT non sono evidentemente esaustive e adeguate se oggi Comune di Ivrea e Provincia di Torino intendono affidare lo studio della viabilità canavesana al Mobility Manager;

3) sono fino a oggi mancati  l’informazione e il confronto diretto  con la cittadinanza in merito all’iniziativa; mentre un primo incontro per la discussione del tema – tra cittadini, comitati, associazioni e amministrazione comunale – è concordato per i prossimi giorni;

4) l’assessore Ossola, nella replica all’interpellanza citata, è incorso in giustificazioni sommarie o inesattezze gravi, come quando ha sostenuto che il percorso alternativo suggerito dall’interpellanza (via nuovo casello autostradale in S.Bernardo d’Ivrea) sarebbe di 13 Km; mentre in realtà sarebbe di 10 ai quali vanno comunque sottratti i 4 via traforo (dal casello autostradale di Pavone al III ponte d’Ivrea);

5) la differenza di 6 km di percorrenza diventa irrilevante quando si consideri la maggior velocità del traffico di un percorso alternativo in larga misura autostradale; percorso persino più vantaggioso in termini di tempi reali quando si consideri che i mezzi provenienti dal traforo rischierebbero, come già oggi spesso avviene, incolonnamenti e code all’imbocco del III ponte;

6) appare pretestuoso il richiamo dell’assessore a “difficoltà di creazione di percorsi autostradali non pedaggiati” dacché in tempi di alta automazione delle stazioni non dovrebbero frapporsi difficoltà al rilascio ai residenti in Canavese di “pass” ad hoc, gratuiti o semigratuiti; si sottolinea inoltre che gli orari di prevedibile utilizzo del percorso autostradale alternativo coinciderebbero con quelli di attuale minore utilizzo di detta tratta autostradale;

7) si ritiene che nonostante lo strabiliante costo la soluzione del traforo non risolverebbe in alcun modo il problema dell’inquinamento di vaste zone dei comuni di Ivrea e di Pavone da parte del traffico di direttrice est-ovest; dacché in galleria o no i gas delle auto sono ineliminabili, mentre il percorso autostradale non è prossimo a centri abitati;

8) l’apertura di un casello a S.Bernardo, in alternativa al traforo, non solo risolverebbe il problema del flusso di traffico est-ovest ma anche quello, oggi gravissimo, del collegamento tra il centro di Ivrea e il casello di Albiano; problematico per lunghezza e pericolosità di percorso, nonché per l’alto inquinamento della zona est della città, della frazione di Torre Balfredo e del comune di Albiano, attraversati da detto flusso di traffico;

9) dall’apertura del casello di S.Bernardo deriverebbero vantaggi sensibili per l’area d’insediamenti produttivi, immediatamente contigua, nonché per più celeri collegamenti del Movicentro, per esempio con la stazione di Santhià;

10) il progetto preliminare contempla la soppressione dell’uscita della tangenziale su corso Torino, aggravando enormemente i problemi della viabilità urbana e dei collegamenti dei residenti in zona;

11) il progetto preliminare contempla il raddoppio del viadotto su via Torino e ferrovia, opera che determinerebbero gravissimi disagi per la temporanea interruzione di importanti e insostituibili vie di comunicazione;

12) parimenti preoccupanti le conseguenze per la viabilità conseguenti ai lavori di scavo e ciò per il transito dei mezzi pesanti che dovrebbero trasferire l’imponente materiale di risulta dello scavo; lavori che in concomitanza con quelli richiamati nel precedente punto determinerebbero una totale paralisi del già congestionato traffico automobilistico urbano;

13) lo scavo, che a quanto pare dovrebbe avvenire con l’uso di dinamite, avrebbe indubbiamente effetti devastanti per la collina di Monte Navale, uno dei beni naturali e paesaggistici tra i più preziosi della città;

14) lo scavo procurerebbe di conseguenza gravissimi disagi alla popolazione residente nella zona;

15) i tempi di esecuzione dell’opera potrebbero dilatarsi oltre ogni previsione a seguito di possibili frequenti ingiunzioni di sospensione dei lavori a seguito di danni e lesioni subiti dagli edifici;

16) la stima di un costo complessivo dell’opera pari a 55 milioni di euro è indubbiamente inferiore a quello reale; in ogni caso uno sperpero enorme di pubblico denaro; del tutto ingiustificato per un’opera fonte di danni enormi e di benefici minimi o nulli.

Ritenendo per le ragioni addotte immotivata e inconcepibile anche la spesa di 5 milioni di euro per la progettazione del traforo medesimo, gli scriventi chiedono alle SS.VV. di rinunciare all’affidamento dell’incarico del progetto o, in subordine, di differire la gara a tempi più avanzati, in attesa che abbiano prima luogo i debiti confronti e le ulteriori verifiche e riflessioni di merito.
E ciò anche per stornare i diffusi sospetti di una semplice azione propagandistica alla vigilia delle elezioni provinciali o, ancor più, di un’iniziativa esclusivamente mirata al cospicuo beneficio di qualche fortunato studio di progettazione.

Ivrea, 11 maggio 2009

Grilli Eporediesi

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