Apr 20 2009
MEDIAPOLIS: SOTTOSCRITTO DALLA PROVINCIA , SENZA GARANZIE, L’ACCORDO DI PROGRAMMA
L’incredibile giustificazione dell’assessore agli insediamenti produttivi
Venerdì 17 aprile la Provincia ha siglato l’accordo di programma con Regione e Società Mediapolis per la realizzazione del mega-insediamento commerciale di Albiano (anche se manca ancora, ma verosimilmente per poco, l’approvazione della Giunta regionale e dei Comuni).
Nei giorni scorsi l’assessore provinciale Chiama, replicando a un’interpellanza inoltrata dalle consigliere De Masi e Tangolo in collaborazione con i Grilli Eporediesi, aveva annunciato l’imminenza dell’atto (la replica dell’assessore è integralmente riprodotta a piè di pagina).
E chiamato a rispondere in merito a recenti risvolti della vicenda, che avrebbero dovuto suggerire la massima cautela da parte dei politici, ha replicato con una stupefacente (o calcolata) ostentazione di ottimismo, rifiutando irresponsabilmente di prendere in considerazione, anche come semplice ipotesi, la possibilità che i lavori possano partire e poi fermarsi.
L’assessore ha ignorato infatti che le banche italiane non sono più disponibili a sostenere l’operazione. Come ha ignorato che Mediapolis svolge ormai alla luce del sole il ruolo di semplice proprietaria e intermediaria, senza diretta assunzione di responsabilità imprenditoriali nell’operazione.
Dimenticando poi che la Società (lussemburghese per comodo) ha modestissimo capitale sociale, l’assessore ha insistito sulla solidità della medesima che avrebbe fino a oggi sostenuto spese di progettazione per ben 8 milioni di euro! Quando non ha saputo o voluto produrre neppure uno straccio di piano occupazionale! A fronte di finanziamenti e licenze generosamente concessi al solo fine di creare posti di lavoro!
E intanto il cantiere per la realizzazione delle opere infrastrutturali è prossimo all’apertura. Dopodiché, anche se il parco non decollerà o non produrrà occupazione, resterà alla società una vastissima area urbanizzata ed edificabile. In quella che era una zona con vincoli di tutela formalmente insormontabili.
E dire che a fugare il sospetto della connivenza dei politici con interessi speculativi sarebbe bastato l’inserimento nell’accordo di programma di una semplice clausola, contemplante il ripristino dell’originaria destinazione d’uso dell’area in caso di mancata realizzazione dell’opera.
Come, inascoltati, avevamo proposto.
Grilli Eporediesi
Leggi la risposta dell’assessore Chiama all’interpellanza De Masi-Tangolo
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