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Archive for the 'Informazione' Category

Giu 20 2010

MEDIAPOLIS: LA FIERA CONTINUA

Published by Eth0 under Informazione

Questa settimana la Sentinella del Canavese ha dedicato diversi articoli a Mediapolis. Il fatto è che l’amministratore delegato di Brainspark, Villa, e quello di Mediapolis, Porcellini, hanno aperto la settimana scorsa al Grand Hotel Sitea di Torino una nuova campagna di marketing. Non mancando di rendere edotto il mondo sul fatto che Mediapolis Investment Sa Lussemburgo, che detiene il 71% di Mediapolis spa, cambierà nome diventando B’Parks and Leisure Sa. Ne sarà presidente Villa – già a.d. delegato di Brainspark , società che a sua volta detiene il 55,4% della ex Mediapolis Investment – e a.d. Porcellini.

Insomma il gioco delle scatole cinesi è cominciato e nulla di buono lascia intravedere. Ad aumentare la confusione è il fatto che Mediapolis spa separerà i rami d’azienda: il parco a tema dovrebbe infatti rientrare in Medpark e i centri commerciali in Medretail.

In tanto polverone continuano le reticenze in materia di finanziamenti e appare ben poco fondata la dichiarazione che le banche abbiano “già mostrato interesse e sostegno”. Infatti Villa non manca di pararsi le spalle dicendo che «non è un problema se non tutti i soldi sono pronti». L’importante insomma è partire, compromettendo in modo irreversibile l’area, come sostenevo nel mio precedente articolo. Se poi i soldi non si troveranno la giustificazione per un diverso uso speculativo del suolo sarà pronta.

Sufficiente oscurità permane su altri aspetti della vicenda.

Sempre a proposito di costi dell’operazione, Villa aveva detto lo scorso anno che sarebbero occorsi 450milioni, ridimensionati a 200 un mese fa e, se la Sentinella riporta correttamente la notizia, rideterminati ora in 350. Quando si dice avere le idee chiare!

Qualcuno sostiene che sia stata la comparsa di Villa a rivoluzionare il panorama. Ma quel qualcuno evidentemente non sa o ha dimenticato che da tempo il finanziere era già consigliere d’amministrazione della società Mediapolis. E che quindi ha avuto tranquillamente modo di studiare come imbrogliare la matassa, probabilmente per nascondere le realtà che ho ricordato nel precedente articolo.

Ci sarebbero altre notizie ancora, ma per non tediare più a lungo chi legge mi limito a un piccolo florilegio. Più per non piangere che per ridere.

BEPPE


TANTO PER CAMBIARE… UN NUOVO TEMA, MA QUESTA VOLTA A SORPRESA

Resta la curiosità per i contenuti del parco. Sergio Porcellini lo dice subito che si tratta di «un segreto. Non possiamo assolutamente rivelare nulla sulle attrazioni. Lo faremo a sei mesi dall’apertura». Si sa solo che il tema centrale sarà il viaggio, declinato in tutte le forme.

CI FA O CI È ?

«Pieno sostegno a Mediapolis. Mi auguro di poter stringere presto la mano anche ad Alfredo Villa». Parola del presidente di Confindustria Canavese Tiziano Ianni.

RIPENSAMENTI

L’assessore regionale Roberto Ravello ha annunciato una riduzione di 1,6 milioni di euro del finanziamento regionale relativo all’accordo di programma finalizzato all’insediamento del parco Mediapolis.

Massimo Teppa, per anni project manager di Mediapolis e primo “volto pubblico” del progetto presentato dieci anni fa, è uscito dal consiglio di amministrazione, dove ricopriva la carica di consigliere.

Il sindaco d’Albiano Gildo Marcelli sbotta: «In questi anni mi sono scottato troppe volte le dita. Parafrasando, mi sono scottato talmente tanto che sono rimasto senza impronte digitali. Prima di sollecitare, lo dico sinceramente, vorrei garanzie precise»

MA PER FORTUNA IL BUON SENSO NON È MORTO

«Un comitato di garanzia sul territorio. Una sorta di gruppo “di saggi” che verifichi il rispetto di condizioni di salvaguardia di un’area già, in passato, vittima di avventurieri, finanzieri e imprenditori capaci di presentare progetti fantascientifici (sulla carta), salvo sparire nello spazio di pochi mesi lasciando il costo sociale dell’operazione completamente a carico dei soliti contribuenti». Lo chiedono le associazioni ambientaliste.

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Giu 16 2010

CITTADELLA DELLA CULTURA: PIEDI PER TERRA, PER FAVORE

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Sulla cosiddetta “cittadella della cultura” il dibattito continua. Ne ha riferito insistentemente la stampa locale, se ne è detto ultimamente alla fiera della parola e da tempo s’ascoltano in merito le esternazioni dei nostri amministratori.

Ad avviare la discussione furono, come noto, le disposizioni testamentarie di Lucia Guelpa che lasciava alla città sostanze poderose: una preziosa pinacoteca e un capitale di 8 milioni di euro, in buona parte vincolato alla ristrutturazione della Biblioteca Civica.

La qual biblioteca, lo si sa, è nella nostra città un servizio importante e ben funzionante, ma allocato in una sede inadeguata e sempre più fatiscente. E poiché la biblioteca è contigua al museo civico – quello che ormai da più di vent’anni è chiuso al pubblico – già la precedente amministrazione aveva concepito un isolato – se non proprio una “cittadella” – destinato ai rinnovati servizi culturali.

cittadella

Il museo sarebbe rimasto nell’edificio dell’ex Distretto militare che si affaccia su piazza Ottinetti e la biblioteca si sarebbe dovuta trasferire in una limitrofa sede da realizzarsi ex novo dove si trova, da anni in abbandono, il fabbricato che un tempo ospitava l’Istituto Cena.

Si trattava di un mega progetto, mirato – come di moderno quanto deprecabile costume amministrativo – a consumare fino all’ultimo centesimo le risorse disponibili. Tuttavia l’affioramento di vestigia d’età romana, conseguente a un’indagine archeologica nel cortile nord dell’edificio, ne vieta oggi la realizzazione.

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Giu 13 2010

19 giugno: festa dell’acqua al Canoa Club

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Mag 29 2010

PARCO MEDIAPOLIS: FANFALUCHE E VERITÀ

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La settimana scorsa alcuni giornali locali hanno riferito in merito alle dichiarazioni rese da Alfredo Villa, amministratore delegato della lombardo-londinese Brainspark scl che ha acquisito al 51% il controllo sulla società Mediapolis (http://www.brainspark.com/).

Una scalata tutt’altro che contrastata, considerando che persino il previsto aumento di capitale della Società Mediapolis è fallito lo scorso anno dopo la diserzione del Consorzio Cooperative Costruttori di Bologna che, fiutata l’aria, ha pensato bene di non buttare a mare i 10 milioni che si erano impegnati a conferire per assicurarsi l’esecuzione dei lavori (cfr. il comunicato delle associazioni ambientaliste del 9 febbraio scorso).

E scarsa o nulla è stata anche la risposta degli investitori locali che, evidentemente, a loro volta cominciano ad avvertire puzza di bruciato.

Ciò nonostante Villa ha ostentato ottimismo e ha dichiarato: «Quello dei parchi a tema è un settore dalla redditività molto alta, perché la spesa delle famiglie per il divertimento è cambiata, viene investita in periodi più brevi e con dei costi ridotti. Il parco a tema risponde proprio a questa necessità». Le parole di sempre, insomma, benché ripetute in un contesto stravolto da una recessione economica che determinerà una sempre maggiore contrazione della domanda di beni voluttuari. Così, mentre il paese è in ginocchio, Villa ignora l’esistenza di problemi e, imperterrito, continua a dipingerci il boom della felicità.

Incoscienza? Difficile crederlo. Più opportuno dire di specchietti per allodole ad uso e consumo di chi si accontenta di parole rassicuranti ostinandosi a non tener conto di dati concreti. Come quelli prodotti dallo stesso Villa relativamente agli investimenti della Società.

L’A.D. di Brainspark dice infatti che per la realizzazione del progetto è oggi prevista una spesa di 200 milioni, mentre fino un anno fa – al tempo della sottoscrizione dello sciagurato accordo di programma tra Società, Regione e Provincia – si diceva di 450. Il che già la dice lunga sull’organicità del progetto stesso. Tuttavia – ed è la cosa che più conta – è ancora buio totale in merito a chi procurerebbe il pur dimezzato capitale occorrente.

Ma ancora più eloquente è un’altra cifra prodotta dal finanziere e relativa al valore dei terreni. Si ricorderà che prima dell’approvazione dell’accordo di programma il valore di mercato dell’area interessata (600.000 mq di terreno seminativo) era sì e no di un milione di euro; tuttavia, in previsione del cambiamento di destinazione d’uso, già nel 2008 la stima di valore prodotta dal bilancio della Società era di 11.627.024. Bene, oggi Villa parla di 50 milioni. La qual cosa significa che, senza che la Società abbia fino a oggi mosso un solo mattone, l’incremento di valore dei terreni è stato pari al 5000% (sissignori, cinquemila per cento).

Risultato apparentemente strabiliante, soprattutto in questo periodo di vacche magre. E invece la cosa non ci sorprende e semplicemente conferma quanto più volte abbiamo denunciato da ormai tre anni a questa parte: il progetto del parco Mediapolis è nulla più di una ben congegnata speculazione edilizia. Dalle imponenti dimensioni. Una speculazione consentita dall’irresponsabilità o collusione di amministratori che hanno sottoscritto un accordo di programma senza porre condizioni e soprattutto senza accertare la concretezza di quelle prospettive occupazionali che hanno permesso la rimozione di vincoli da un’area che la Commissione Urbanistica Regionale aveva dichiarata “inedificata e inedificabile”.

Previsioni per il futuro? difficili, senza la sfera di cristallo, tuttavia qualche ipotesi si potrebbe azzardare. Personalmente credo che il cantiere potrebbe essere aperto, anche presto. Per poi chiudere dopo l’avvenuta compromissione dell’area e la realizzazione da parte della Provincia delle opere infrastrutturali (oltre 6 milioni di pubblico denaro). Dopodiché non mi sembra peregrina l’ipotesi di una cessione dell’area, verosimilmente lottizzata, ai migliori offerenti.

Eccesso di pessimismo? ammettiamolo, in via di ipotesi. Ma sarebbe ben più grave e irresponsabile coltivare un ottimismo fondato su parole e speranze invece che su dati di fatto. Anche perché per i molti Canavesani che ancora si attendono da Mediapolis un posto di lavoro la disillusione sarebbe davvero crudele.

Per questo è tempo che Provincia e Regione non indugino un momento di più nel chiedere alla Società chiarezza sul suo stato e sul suo operato. Non fidandosi delle sole parole.

BEPPE GILLIO

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