Set
29
2008
Giovedì 12 giugno “la Sentinella del Canavese” pubblicava una incredibile intervista a Luigi Ricca (il quale, come ci ricorda Travaglio, patteggiò una condanna per finanziamento illecito all’epoca di Tangentopoli).
Il titolo dell’articolo, perentorio e rassicurante, era:
Dal Politecnico ok ai termovalorizzatori
“Sono sicuri, competitivi nei costi e rispettano la salute e l’ambiente”.
Ma sarà vero?
Citiamo testualmente dall’articolo:
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Lug
28
2008
Riflessioni a partire dai dati sulla gestione dei rifiuti in Canavese
Non è trascorso molto tempo da quando su Ivrea incombeva, per dissennate scelte politiche, la minaccia di realizzazione di un’inceneritore, capace di bruciare annualmente 300.000 tonnellate di rifiuti.
Grazie all’impegno dei cittadini e delle associazioni ambientaliste non solo il pericolo per il Canavese è fortunatamente scongiurato, ma oggi è in forse anche la realizzazione del secondo impianto in provincia di Torino.
Tuttavia sono ancora in molti a non rendersi pienamente conto della grande pericolosità nonché antieconomicità di un inceneritore, realtà del resto fortemente minimizzata da un’informazione pilotata.
A queste persone occorre rivolgere un invito alla riflessione e al confronto e proporre un’informazione corretta.
Si sorvolerà in questo intervento sui gravi rischi per la salute dovuti alla combustione di sostanze tossiche o di fuoriuscite di diossina o di emissioni di polveri sottili, relativamente ai quali esiste una letteratura scientifica ormai imponente.
Mentre si dirà degli elementi di illogicità e antieconomicità dello smaltimento per combustione partendo dalla considerazione dei dati offerti dalla raccolta differenziata dei rifiuti in Canavese.
Una raccolta che nonostante la mancanza di un’adeguata sensibilizzazione e, soprattutto, dell’introduzione di efficaci incentivi, ha oggi raggiunto l’eccezionale traguardo del 70%.
Percentuale che, anche se agevolmente migliorabile, è già molto alta, soprattutto considerando che non tiene conto delle precedenti quote di organico e di sfalci che in molti comuni sono assorbite, in misura crescente, dal compostaggio domestico.
Consideriamo dunque i dati relativi alle quote di differenziato canavesano per porre alcune semplici domande.
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Lug
01
2008
Cosa farcene dei rifiuti?
Una soluzione per il problema dei rifiuti: riciclarli tutti
L’unico modo per non dover costruire discariche o inceneritori dannosi per la salute è riciclare tutti i rifiuti che produciamo
il prerequisito fondamentale per poter riciclare i rifiuti è fare un’accurata raccolta differenziata perchè questo assicura una buona qualità del materiale prodotto dal processo di riciclo. Questo vale in particolare per la carta e per il compost di materia organica.
Per gli altri materiali (metalli, vetro e plastiche) al centro riciclo di Vedelago, a 15 km da Treviso, hanno realizzato una serie di impianti che permettono di riciclare il 100% del materiale trattato
il loro sito –> http://www.centroriciclo.com/
perchè invece di costruire inceneritori non costruiamo un impianto all’avanguardia come quello di Vedelago?
perchè, come ci ha suggerito il Professor Paul Connect, non creiamo un centro per lo studio dei rifiuti che ci consenta di eliminare dalla catena produttiva quei materiali che non siamo in grado di ricilare?
Produrre beni con materiali completamente riciclabili ci consentirebbe di non produrre nessun tipo di rifiuto
in Canavese ci stiamo avvicinando al 70% di raccolta differenziata (fonte: sito web SCS)
Possiamo fare meglio?
Clicca per vedere i risultati della differenziata in Canavese
per l’accuratezza della nostra raccolta differenziata è bene ricordare che da gennaio i rifiuti di alluminio devono essere raccolti insieme alla plastica e al metallo nel cassonetto azzurro e che da giugno il tetrapack (pulito e asciutto) si raccoglie insieme alla carta
P.S.: guarda anche il video dei Grilli Venezia
Mag
31
2008
Un po’ di tempo addietro un eminente oncologo aveva dichiarato, in TV in prima serata, che non esisteva uno studio che dimostrasse la pericolosità degli inceneritori. Bene, aveva ragione, non ne esiste uno, ne esistono 435 (quattrocentotrentacinque)!!!
La notizia (che dovrebbe essere molto importante dato che si vogliono costruire inceneritori un po’ ovunque) è uscita sul Venerdi’ di Repubblica, ovviamente in un trafiletto, ma dimostra quello che i comitati, i medici e gli specialisti che si battono contro questo sitema obsoleto di smaltimento rifiuti sostengono da sempre:
esiste un reale pericolo per la salute per chi vive nelle vicinanze di un inceneritore!
L’articolo originale:

Ma esistono alternative?
Certamente si, ecco il video di una di queste, utilizzata in paesi come Israele e Australia
Questa soluzione promette di essere più efficace, meno costosa, più veloce da costruire (siamo o non siamo in emergenza?) e soprattutto senza controindicazioni per la salute ma ….. i nostri “esperti” non la tengono nemmeno in considerazione nei loro lungimiranti piani per la gestione dei rifiuti.
La domanda è: perchè?
La risposta, in Italia, purtroppo è tristemente scontata ….