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Archive for the 'Peduncolo' Category

Ott 07 2009

LE NOSTRE VALUTAZIONI DEL PROGETTO DEL “PEDUNCOLO” ESAMINATE DALLA CONFERENZA DEI SERVIZI

Published by Eth0 under Edilizia,Informazione,Peduncolo

LE NOSTRE VALUTAZIONI DEL PROGETTO DEL “PEDUNCOLO” ESAMINATE DALLA CONFERENZA DEI SERVIZI


Venerdì scorso, presso la Provincia di Torino, la Conferenza dei Servizi ha esaminato il progetto Ex SS 228 variante di Ivrea dalla SS 26 al confine di Bollengo.

Uditori unici i rappresentanti dei Grilli Eporediesi, autori delle sole osservazioni pervenute alla Provincia.

Sugli esiti di questa fase di valutazione interdisciplinare, non meno sconcertanti dello stesso progetto, riferiremo a breve, non appena visionato il verbale della Conferenza.

Di seguito le nostre valutazioni.


Osservazioni sulla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale per la variante di Ivrea ex SS 228 dalla Strada Statale 26 (terzo ponte) al confine del Comune di Bollengo

A seguito della pubblicazione della richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale per la Variante di Ivrea (ex ss 228) dalla Strada Statale 26 (terzo ponte) al confine del Comune di Bollengo, avvenuta in data 29/07/2009, l’associazione Grilli Eporediesi residente in Romano Canavese, viale Marcone, 46, codice fiscale: 93036890015, evidenzia la propria opposizione al progetto elencando le seguenti controdeduzioni:

  1. L’opera in oggetto viene fondamentalmente a costituire un percorso parallelo a quello della ex SS 228, una strada in realtà già oggi più che adeguata alle esigenze dei flussi di traffico poiché in più punti a tre corsie, persino agevolmente ampliabili a quattro per l’esistenza di ampie banchine laterali o di tratti contigui non edificati; inoltre già esistono, benché di modica carreggiata, due vie parallele a nord e a sud (via Burolo e via Bollengo); il tutto per una carreggiata complessiva virtuale di dimensioni quasi pari a quelle della tangenziale di Torino.

  2. Appare privo di fondamento quanto si legge nella Sintesi non tecnica del progetto definitivo, p. 3: “gli interventi previsti nell’ambito di questo primo tratto consentono di evitare l’attraversamento di zone abitate sia lungo la ex S.S. 228, sia lungo il tratto terminale della S.P. 78 alla periferia di Ivrea“; infatti, lungo la ex S.S. 228, la zona è esclusivamente commerciale, industriale e agricola. Per contro la nuova via sfiorerebbe le zone residenziali dei cantoni.

  3. Il problema della viabilità est di Ivrea è oggi essenzialmente rappresentato dalla strettoia compresa tra due rotatorie: la prima al raccordo di via XXV aprile (terzo ponte) con corso Vercelli e la seconda al crocevia tra Corso Vercelli e Via Casale, ove il principale flusso di traffico è rallentato dall’immissione dei mezzi provenienti da quest’ultima.

  4. È convinzione degli scriventi, supportata da pareri tecnici, che per la soluzione di un problema siffatto sarebbero sufficienti poche centinaia di metri di percorso parallelo alla via principale, a sud del Naviglio, con sbocco in via Casale; soluzione in ogni caso non incompatibile con interventi successivi qualora si dimostrasse insufficiente.

  5. La stessa Provincia di Torino ha evidenziato nello studio Trasformazioni territoriali della provincia di Torino la preoccupazione per l’enorme consumo del suolo, soprattutto agricolo, avvenuto negli ultimi vent’anni. Ora gli indirizzi espressi da questo atto sono in evidente e insanabile contrasto con l’opera in oggetto; che peraltro, oltre a detta difformità, comporta grave dispendio di pubbliche risorse.

  6. L’attuale crisi economica ha contribuito a ridurre i flussi di traffico: molte realtà produttive locali hanno conosciuto cessazione o sono in grande difficoltà e molti lavoratori sono costretti a spostarsi fuori comprensorio (verso zona Milano o zona Torino); tutto ciò ha determinato modifiche dei flussi che meritano di essere preventivamente indagate.

  7. Il tratto di strada compreso tra le rotonde, indicate nella planimetria del progetto con R3 e R5, sottrae terreno agricolo vitale per l’attività di aziende agricole esistenti. Un solo esempio: l’azienda agricola Bonin (via Bollengo, 17/C) è dedita all’allevamento di bestiame, vende latte alla spina ed è in una situazione florida. In tempi di grave crisi economica ci sembra inaccettabile che una realtà produttiva venga danneggiata gravemente a favore di un’opera viaria discutibile.

  8. È previsto che dall’autunno 2009 il Comune di Ivrea si affidi a un Mobility Manager per analisi e proposte in materia di mobilità. Gli studi demandati a questa figura avverranno secondo le linee guida della “mobilità sostenibile” che cerca di adottare soluzioni alternative alla costruzione di strade. Gli esponenti ritengono doveroso attendere, prima dell’avvio d’iniziative di grande impegno economico e forte impatto ambientale come quella in oggetto, il risultato di tali studi che potrebbero suggerire valide indicazioni alternative.

Ivrea, 23 settembre 2009


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Ago 19 2009

PEDUNCOLO (ovvero parallela della ex SS 228) : UNA NUOVA, INUTILE E DEVASTANTE OPERA PUBBLICA

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Come ben noto, uno dei principali problemi della viabilità eporediese si deve ai forti rallentamenti del traffico all’altezza del raccordo della SS 26, la strada del terzo ponte, con la rotonda di corso Vercelli, dopo il ponte sul Naviglio.

Per risolvere la criticità, sin dal 1999 il PTC (Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Torino) prospettava la soluzione illustrata in fig.1: un breve raccordo a sud del Naviglio che immette in via Casale (200a) e un altro di collegamento alla ex SS 228, ovvero la strada per Burolo (200a-201).

Fig. 1. Punteggiato in viola il tracciato del peduncolo nel PTC (1999-2003)

Una soluzione che sembrerebbe efficace e sensata se non fosse per la continuazione del tracciato da 200a a 200b.

L’ipotesi è infatti quella di una parallela alla via Ivrea-Burolo, del tutto inutile perché la strada, ex SS 228, è già a tre corsie e per lunghi tratti dispone di banchine laterali o controviali che possono agevolmente consentire persino la realizzazione di una quarta.

Una strada, peraltro, alla quale già oggi si affiancano a nord e a sud le parallele via Burolo e via Bollengo: vale a dire altre due corsie che si aggiungono alle quattro potenziali della ex statale. E una realtà di sei corsie complessive risulta oggi non solo adeguata, ma persino eccedente le necessità del traffico locale.

A ciò si aggiunga che la ex SS 228, dal punto 201 fino a Burolo, non attraversa centri residenziali, ma aree commerciali e industriali. E ciò a diversità di quanto inopinatamente sostenuto nella sintesi illustrativa del progetto. Mentre la nuova parallela, oltre a essere inutile e a sottrarre sconsideratamente altro suolo agricolo, accosterebbe il traffico automobilistico alle abitazioni dei cantoni Gillio, Meina e Paris.

Un’ipotesi insensata, dunque, che con elementi persino peggiorativi è oggi tradotta in progetto definitivo, depositato il 29 luglio scorso per la pronuncia di compatibilità ambientale (vedi documentazione completa in http://www.provincia.torino.it/speciali/2009/comp_amb_variante_ivrea/ ).

Fig. 2. Il peduncolo nel progetto definitivo (2009)

Come illustrato dalla fig. 2, una prima differenza rispetto alla previsione del PTC è la parallela di via Casale, fino a Ponte Breda (tratto R1-R2-R6). Opera di forte impatto ma comunque giustificabile in considerazione della prossimità di tante abitazioni di via Casale a una strada di intenso traffico e con percorsi pedonali e ciclabili inadeguati o pericolosi.

Quanto appare invece incomprensibile è l’arretramento più a sud del raccordo (R2) nonché la mancanza del già previsto collegamento con la statale, all’altezza della rotonda R3.

Quel che segue è poi un tracciato impazzito che si ricongiunge alla statale solo dopo il carcere (R4-R5). Con il risultato di un percorso più lungo e tortuoso di quello attuale, oltre che più stretto essendo il peduncolo solamente a due corsie. Il percorso dovrebbe poi continuare in direzione Bollengo in una successiva fase di lavori, non ancora progettualmente definiti.

Tanto scempio ambientale, tanto costo e tanta vacuità di risultati esigono spiegazioni adeguate da parte di amministratori e di tecnici. Diversamente si è indotti a credere che le ragioni dell’opera siano assai poco “pubbliche” o addirittura speculative, come sembrerebbero peraltro provare gli intensi acquisti di terreni seminativi prospicienti il tracciato, recentemente effettuati da imprenditori locali per i quali l’agricoltura non costituisce di certo una vocazione prioritaria.

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