COORDINAMENTO delle ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra Piemonte e Valle d’Aosta,
Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Pro Natura Torino, WWF Piemonte e Valle d’Aosta
LETTERA APERTA
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Sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte N. 20 del 21 Maggio 2009 è stata pubblicata la deliberazione della Giunta Regionale 4 Maggio 2009 N. 42-11366 con la quale è stato approvato lo schema di Accordo di Programma riguardante “l’insediamento polifunzionale parco a tema Mediapolis e le opere infrastrutturali connesse”, che è oggetto di sottoscrizione fra la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, il Comune di Albiano di Ivrea, il Comune di Caravino e il Comune di Vestignè.
Nonostante lo schema di Accordo di Programma risulti allegato alla delibera pubblicata, finora il testo non appare pubblicato sul BUR, e pertanto le Associazioni saranno costrette a chiedere di prenderne visione e di estrarne copia.
Trattandosi di un atto pubblico, approvato con una delibera della Giunta Regionale ed a questa allegata, l’attuale riservatezza sul testo desta meraviglia e qualche sospetto; e comunque contraddice tutte le esigenze di trasparenza che dovrebbero caratterizzare una vicenda come questa.
Mentre le Associazioni si riservano di esprimersi meglio sul contenuto dell’Accordo di Programma una volta che il testo sarà conosciuto ed esaminato, si possono comunque sin d’ora formulare alcune osservazioni in base a quanto è stato oggetto di comunicati ufficiali e di notizie apparse sulla stampa.
Si desidera in particolare sottolineare quanto segue.
1.- L’investimento complessivo appare quantificato in 450 milioni di €, di cui circa 395 per opere di interesse privato e 55 milioni per infrastrutture.
Poichè i sacrifici territoriali e ambientali di una delle zone più belle ed intatte del Canavese sono stati giustificati in base all’unico argomento che l’iniziativa – una volta a regime – creerebbe circa 900/1000 posti di lavoro, anche considerando questo dato si può quindi dedurre che ogni nuovo posto di lavoro avrebbe un costo di 500.000,00 €:! Si tratta di uno spreco di risorse del tutto inaccettabile in una situazione come la presente, nella quale il rilancio della economia deve necessariamente avvenire senza alcuna dispersione non solo delle risorse pubbliche, ma anche di quelle provenienti dal capitale privato.
Ovviamente le Associazioni hanno già sottolineato, e ribadiscono anche in questa sede, che in realtà la creazione di nuovi posti di lavoro comporterà la perdita di altri posti di lavoro, non quantificati, per l’impatto devastante che tre nuovi centri commerciali di grandi dimensioni e le destinazioni ricettive, avranno sul tessuto economico di un’area ben più vasta dei tre Comuni direttamente interessati; a danno di tutte le imprese a carattere familiare dedicate a commercio e servizi.
Il degrado sociale che questo sconvolgimento provocherà non è traducibile in cifre.
2.- Le opere infrastrutturali previste dal progetto non hanno la benchè minima utilità al di fuori del progetto stesso, e anche l’intervento pubblico, per oltre 12 milioni di € (calcolando anche i contributi del patto territoriale) ha unicamente lo scopo di mitigare alcune conseguenze indotte e rese necessarie dal progetto.
In realtà si è già fatto notare come le conseguenze anche infrastrutturali della realizzazione sono state gravemente sottostimate. Ad esempio la creazione (con risorse pubbliche) di alcune rotatorie o di limitati ampliamenti sulla viabilità pubblica ordinaria non è certamente idoneo a sopportare i ben più gravi problemi che deriveranno dall’accesso annuo di 10 milioni di visitatori, previsti dal progetto.
3.- In ogni caso, le cifre sopra indicate confermano anche la falsità di chi ha dichiarato che la compromissione di un’area idrogeologica di massima salvaguardia quale è la piana di Albiano, era giustificata dal carattere pubblico dell’opera.
Come si può parlare di carattere pubblico se viene destinato ad edificazioni private e commerciali circa il 90% del totale investimento del progetto, mentre le infrastrutture sono tutte al servizio del medesimo investimento, senza alcuna utilità di carattere più generale?
4.- Non è comunque da trascurare la circostanza che, con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma, le Amministrazioni Pubbliche piemontesi si impegnano in ogni caso ad erogare a favore del progetto risorse pubbliche ingenti. Non risulta tuttavia che questo impegno sia stato assunto dopo aver chiarito la provenienza del capitale privato che dovrebbe finanziare la maggior parte delle opere, e soprattutto sia stata controllata l’attendibilità finanziaria dei promotori.
Si ricorda a questo proposito che, poche settimane fa, lo stesso portavoce della Società Mediapolis dichiarava che le banche italiane non sembravano particolarmente interessate a finanziare il progetto; mentre sulla stampa l’Assessore Regionale RICCA dichiarava “purchè si aprano i cantieri, non importa da dove vengono i soldi”.
La singolare disattenzione delle Amministrazioni Pubbliche piemontesi sull’argomento desta sconcerto ed anche paura: soprattutto se si pensa che anche lo scarso capitale sino ad ora impiegato da Mediapolis appartiene ad una Società lussemburghese, i cui soci sono coperti dal più rigoroso anonimato.
Soprattutto appare inaccettabile la circostanza che – al momento in cui le maggiori Amministrazioni interessate si accordano per mettere a disposizione della iniziativa 12 milioni di € – non si sia preventivamente chiesta ed ottenuta alcuna garanzia finanziaria ai promotori privati: almeno quelle garanzie finanziarie che ogni Comune per quanto piccolo chiede ed ottiene dai lottizzanti, nella forma di fideiussioni per le eventuali inadempienze.
In questo caso, data la valenza “pubblica” rivendicata alla intera operazione, la fideiussione dovrebbe essere estesa a tutti gli investimenti di competenza di Mediapolis, e quindi per quasi 440 milioni di €.
5. – Da ultimo, sembra che nell’Accordo di Programma (e con riserva di un diretto esame del testo) sia prevista una fase della iniziativa (la quarta) nella quale verrebbe organizzato il controllo delle “trasformazioni che verranno indotte dalla realizzazione del parco a tema nelle fasce limitrofe ed in quelle adiacenti”.
Se questa indicazione sarà confermata, la stessa riveste valore di confessione per ciò che le Associazioni hanno sempre sostenuto anche nei ricorsi al TAR: e cioè che l’iniziativa Mediapolis non è che il cuneo che servirà ad aprire la strada per nuove più vaste compromissioni territoriali, con consumo e degrado ulteriore di territorio.
Eppure sull’argomento la VIA non si è nemmeno espressa. Sino a che punto può giungere la distruzione del Canavese?
27 MAGGIO 2009