Mag 10 2010
RACCOLTA DIFFERENZIATA: ALLARME PLASTICA
Nell’ultimo numero di “Info Canavese Rifiuti”, bollettino della Società Canavesana Servizi, sono riportati a confronto i dati della RD degli anni 2008 e 2009. Si dice di risultati d’eccellenza relativamente alla raccolta del 2009 perché la percentuale del differenziato conferito in Canavese è del 67.2%, tuttavia gli stessi prospetti evidenziano un calo netto dell’1% rispetto al 2008. Che è un dato in preoccupante controtendenza perché fino a oggi l’indifferenziato aveva conosciuto nel nostro territorio, anno dopo anno, significativi abbattimenti.
Vero è che – complice la crisi economica – il volume totale dei conferimenti è in calo e che nelle zone con tipologia di raccolta “Isobarone” (si tratta delle zone meno urbanizzate in cui è ampiamente praticato il compostaggio domestico) è confermata la forte riduzione del conferimento di organico, ma la tendenza generale non può in alcun modo essere giudicata soddisfacente. Pertanto, per prevenire inversioni di tendenza e migliorare i risultati, occorre evitare compiacimenti, anche da parte di SCS e del suo bollettino, e puntare a obiettivi forti, con campagne di sensibilizzazione dell’utenza intense e mirate.
Teniamo poi conto che i risultati raggiunti si debbono fondamentalmente alla civiltà del territorio, senza che siano mai state introdotte significative misure di incentivo alla raccolta virtuosa e di deterrenza degli abusi. Cosicché i molti pagano spesso il prezzo dell’incuria dei pochi.
C’è poi un dato particolarmente allarmante, benché relegato all’interno del notiziario, che deve essere invece fortemente evidenziato. È infatti vero che nelle zone con modalità di raccolta “internalizzata” (ovvero senza pratica diffusa del compostaggio domestico) la percentuale di raccolta di plastica/metallo è passata dall’8.9 al 9.5%, ma è altrettanto vero che il risultato non è assolutamente soddisfacente perché negli ultimi mesi le percentuali di frazione estranea conferite nei cassonetti azzurri hanno persino superato il 40%.
Ciò soprattutto per incuria di chi abbandona materiali sporchi o ibridi, ma credo anche per una generale disinformazione dell’utenza che spesso considera riciclabili materiali plastici, come quelli di giocattoli o elettrodomestici, che invece con le odierne modalità di lavorazione, recuperabili non sono.

La qual cosa è assolutamente grave perché l’ultimo accordo Anci-Conai (Associazione Nazionale Comuni italiani e Consorzio nazionale imballaggi) esclude il pagamento delle partite di rifiuti plastici contenenti più del 10% di frazione estranea. Che significherebbe per SCS una perdita di introiti per un milione di euro all’anno!
Con conseguente inevitabile e forte rincaro delle tariffe.
Di qui la necessità di sensibilizzare tempestivamente e adeguatamente l’utenza. La posta in gioco è alta (sia sotto il profilo economico sia sotto quello dell’ecosostenibilità) e a mio parere giustifica azioni straordinarie come l’ispezione dei cassonetti e la collocazione di avvisi di rilevamento delle anomalie, con fermo richiamo ai doveri dei cittadini. E, proseguendo nel tempo le inadempienze, l’individuazione dei responsabili con comminatoria di sanzioni.
Perché non è proprio più tempo, né di compiacimenti né di ritardi.
BEPPE













